L'AltraSersale

Un nuovo modo di essere comunità. Un mondo nuovo.

Si scrive acqua, si legge democrazia: una riflessione sulla raccolta firme.

Quello che è successo a Sersale il 24 e 25 aprile è qualcosa di storico per la nostra comunità ed è una bellissima pagina di politica, quella vera, partecipata e condivisa.

Nel week-end della Resistenza i sersalesi hanno dato prova di attaccamento alla politica sottoscrivendo con 727 firme la "Proposta di Deliberazione di iniziativa Popolare" che impegna il Consiglio Comunale a modificare lo Statuto Comunale:

  1. Inserendo l’acqua come diritto umano nello statuto comunale;

  2. Stabilendo che il servizio idrico è privo di rilevanza economica, cioè non può essere oggetto di guadagni, e pertanto può essere gestito in economia dal comune;

  3. Dando mandato all’amministrazione comunale di ricercare ogni soluzione utile ad una gestione pubblica e nell’interesse dei cittadini del servizio idrico.

La grande partecipazione popolare è il frutto della sedimentazione di anni di impegno per l'acqua pubblica: nel 2010 diverse centinaia di sersalesi parteciparono alla raccolta firme per i 4 referendum del 2011, quelli appunto per l'acqua pubblica. Prima e dopo il referendum - stravinto con una affluenza del 60% a Sersale - il Comitato Sersale per l'acqua pubblica ha organizzato diverse assemblee pubbliche per spiegare non solo l'obiettivo referendario ma soprattutto la battaglia internazionale per la tutela di un bene comune come l'acqua.

Tra il 2012 e il 2013 si è proceduto alla raccolta firme per l' "Iniziativa di legge popolare regionale - Acqua Bene Comune Calabria" e il Comune di Sersale, grazie al sostegno dei consiglieri di minoranza, ha approvato all'unanimità il sostegno a tale iniziativa insieme ad altri 20 Comuni calabresi, chiedendo alla Regione Calabria di approvare la legge scritta dai cittadini in collaborazione con eminenti costituzionalisti.

Gli stessi principi a tutela dell'acqua li abbiamo anche inseriti nella Carta del Servizio Idrico Comunale nel 2015.

E' per questa ragione che appena l'Amministrazione Progetto Sersale ha adottato la delibera che dava mandato agli uffici comunali di privatizzare il servizio idrico, depurazione e illuminazione, i cittadini si sono allarmati. Lo ha testimoniato il tenore degli interventi all'Assemblea Pubblica organizzata dal sottoscritto e dai consiglieri Perri e Mungo lo scorso 18 marzo.

Sia il PD che Rifondazione hanno più volte chiesto al Sindaco di ritirare la delibera per la privatizzazione, ma quando durante l'Assemblea il Sindaco ha confermato di voler procedere comunque, i cittadini si sono indignati.

L'indignazione nasce da un solo presupposto: sull'acqua i cittadini si sono impegnati in questi anni, contribuendo con banchetti, discussioni e col voto a conseguire alcuni risultati. E' come se l'acqua fosse effettivamente diventata qualcosa che gestiscono i cittadini, ed è per questo che abbiamo pensato ad uno strumento partecipativo per difendere ancora l'acqua pubblica.

Avremmo potuto sottoscrivere una petizione, ma tra sei mesi questa o qualunque altra amministrazione potrebbe ritornare alla privatizzazione. Avremmo potuto optare per un referendum comunale, ma di fatto il referendum cancella un atto, non la possibilità di riproporlo e comunque non avremmo avuto garanzie sui tempi.

Invece una delibera scritta dai cittadini con la quale si inserisce il principio dell'acqua pubblica nello statuto è lo strumento ideale: lo Statuto è la piccola costituzione del Comune e chiunque amministra deve rispettarlo, nessun atto può essere contrario allo Statuto. (Scarica il testo della proposta)

Ora la palla passa al Consiglio: entro 30 giorni bisogna discutere e votare il testo.

Come consigliere comunale sono particolarmente orgoglioso di aver depositato il 28 aprile le 727 firme e la proposta di delibera. Ma lo sono di più per una serie di motivazioni politiche:

  1. la risposta dei cittadini è stata massiccia e consapevole: chi ha firmato ci ha chiesto ai banchetti il contenuto e la modalità e, ancora oggi c'è gente che chiede di poter aggiungersi alla battaglia; tutto ciò mi conforta perché credo che è valsa la pena combattere in questi anni coi movimenti e i partiti, perché su queste battaglie si può ancora costruire un'alternativa al neoliberismo.
  2. l'adesione convinta dei colleghi consiglieri e dei partiti a questa iniziativa ci dimostra che su questi temi è possibile costruire un programma amministrativo; l'idea di gestire in modo pubblico i servizi locali è non solo una posizione ideologica, ma la possibilità di rispondere alle effettive esigenze dei cittadini.
  3. la partecipazione popolare è lo strumento su cui abbiamo sempre puntato: i bilanci partecipati, la scrittura condivisa del PSR, le assemblee e gli atti amministrativi ad iniziativa popolare possono riavvicinare i cittadini alla politica e possono portare a scelte giuste.

Chi amministra non ha nulla da temere da queste modalità di partecipazione, piuttosto rinchiudersi nel palazzo è la scelta peggiore per chi fa politica. Di fronte a 700 cittadini che chiedono concretamente qualcosa noi tutti eletti dobbiamo riflettere. I cittadini ci hanno dato la delega di rappresentarli, ma ci chiedono di non tradire le ragioni per cui ci hanno votato. Non ce nulla da temere dal condividere i problemi, ascoltare le proposte e scegliere insieme ai cittadini: in questo modo le scelte sono di tutti e non solo di una parte.

Al contrario, rifiutare il suggerimento dei cittadini sarebbe una squalifica della politica. Se questa amministrazione ambisce al titolo di città, deve dimostrarsi all'altezza del ruolo: nella polis sono i cittadini a scegliere, democraticamente.

Ecco perché ancora una volta la battaglia per l'acqua è una battaglia di democrazia.

Il consigliere comunale

Antonio Borelli

Visualizzazioni: 118

Commento

Devi essere membro di L'AltraSersale per aggiungere commenti!

Partecipa a L'AltraSersale

© 2021   Creato da Antonio Borelli.   Tecnologia

Segnala un problema  |  Termini del servizio