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#acquapubblica - Ora basta: scriviamo al Prefetto!

c.a.    S.E. Prefetto di Catanzaro

                                                                                                            Dott.ssa Luisa Latella                                                                                     protocollo.prefcz@pec.interno.it

OGGETTO: Segnalazione violazione art. 35 dello Statuto Comunale di Sersale.

 

Eccellenza,

noi sottoscritti consiglieri comunali di Sersale Perri Francesco, Mungo Rosario e Borelli scriviamo per sottoporLe una gravissima e palese violazione dell’art.35 dello Statuto Comunale ad opera del Sindaco/Presidente del Consiglio Comunale. Prima di esporre nel merito, riassumiamo l’intera vicenda in modo sintetico:

  • 09.02.2016 – la Giunta Comunale adotta la DG n. 9 per “L’affidamento a terzi dei servizi idrico, illuminazione e fognario”;
  • 20.02.2016 – abbiamo chiesto il ritiro in autotutela della delibera citata, poiché contraria alla volontà popolare espressa al Referendum del 2011 (67% dei sersalesi vota a favore dell’acqua pubblica) e alla Del. Cons. n° 30 del 14 giugno 2013 con la quale il Consiglio ha approvato la proposta di legge popolare regionale “Acqua Bene Comune Calabria” nella quale si sostiene in premessa che il servizio idrico deve essere privo di rilevanza economica;
  • 14.03.2016 – il Sindaco, durante i lavori consiliari, ribadisce di voler proseguire lungo il percorso di affidamento a terzi dei servizi; in una successiva assemblea pubblica i cittadini hanno inteso sottoporre al Consiglio una proposta di deliberazione popolare ai sensi dell’art. 35 dello statuto comunale;
  • 28.04.2016 – con prot. n. 1888 abbiamo depositato la proposta di deliberazione popolare unitamente ai formulari contenti 727 firme (con relativi estremi identificativi) per chiedere al Consiglio Comunale di integrare lo Statuto inserendo i principi dell’acqua pubblica e del servizio idrico privo di rilevanza economica;
  • 16.05.2016 – con prot. n. 2268 abbiamo rilevato che all’odg del consiglio del 30.05.2016 mancava il suddetto punto “Proposta di deliberazione ad iniziativa popolare ai sensi dell’art. 35 dello Statuto”;
  • 30.05.2016 – all’inizio dei lavori consiliari abbiamo chiesto di mettere a verbale una dichiarazione congiunta che evidenzia la grave violazione dello statuto e, come forma di protesta, abbiamo abbandonato i lavori consiliari.

 

Tale ultimo estremo gesto scaturisce da una costatazione: l’inagibilità delle nostre prerogative di consiglieri comunali per gravi violazioni delle regole statutarie. Infatti alla lettera dell’ art. 35 Statuto:

  1. Qualora un numero di elettori non inferiore a 200 avanzi al Sindaco proposte per l’adozione di atti amministrativi di competenza dell’ente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell’atto e il suo contenuto dispositivo, il Sindaco, ottenuto il parere dei responsabili delle aree interessate e del segretario comunale, trasmette la propria proposta unitamente ai pareri dell’organo competente ai gruppi presenti in consiglio comunale entro 15 giorni dal recepimento.
  2. L’organo competente può sentire i proponenti e deve adottare le sue determinazioni in via formale entro 30 giorni dal ricevimento della proposta.

 

Non avendo ricevuto nei tempi indicati alcun rilievo di merito abbiamo ritenuto che il testo proposto fosse “sufficientemente dettagliato” e quindi discutibile dall’assise comunale. Invece il Sindaco non ha inteso minimamente portarlo all’attenzione del Consiglio. Il mancato rispetto dei termini fissati dallo Statuto per la discussione (30 gg) si configura come grave mancanza di rispetto per la partecipazione dei cittadini alla vita politico-amministrativa comunale – l’Amministrazione, in un manifesto pubblico, ha inteso perfino irridere le capacità di intendere dei cittadini, sostenendo che abbiano sottoscritto una proposta con l’inganno che si trattasse di una petizione per non aumentare le tariffe!

La suddetta violazione mortifica la credibilità dell’organo che, chiamato a deliberare su una questione di principio, rifiuta di ascoltare le istanze dei cittadini tutte formalmente e civilmente rispettose delle normative vigenti.

Infine, considerando che i sottoscritti consiglieri hanno depositato più volte proposte, mozioni mai inserite all’odg, l’atteggiamento irriguardoso delle regole si tramuta in un chiaro atto di squalifica per le nostre prerogative consiliari: un bassissimo tentativo di condannare le minoranze ad un ruolo irrilevante o al più ininfluente sulla vita amministrativa del nostro comune.

Questo atteggiamento di disprezzo per la dialettica democratica è la misura del livello raggiunto: il Sindaco si arroga il diritto non solo di espellere dalla discussione un tema sentito dai cittadini, ma addirittura di farlo violando palesemente le regole del gioco. Alcune sentenze della Cassazione (Cass. Civ. S.U. 16.6.2005, n. 12868; Cass. Civ. sez. trib. 6.11.2009, n. 23562; sez. II, 20.10.2009, n. 22229; TAR Lazio – Roma, sez. II, 14.1.2009, n. 139) definiscono gli statuti comunali atti normativi di rango sub o para primario, quindi Le chiediamo se quanto esposto non configuri “gravi violazioni di legge” per le quali Le chiediamo di porre in essere i necessari poteri sostitutivi.

Come minoranze consiliari, seppur sempre disponibili ad un confronto con la Sua persona, non intendiamo partecipare ulteriormente ai lavori di un consiglio mortificato e squalificato finché non verrà ripristinata l’agibilità politica con la discussione in tempi brevissimi della proposta popolare.

Sicuri di un Suo pronto intervento, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.

Sersale, 30.05.2016

I consiglieri comunali

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Commento da Antonio Borelli su 7 Giugno 2016 a 17:04

Oggi noi consiglieri di minoranza siamo stati convocati da SE il Prefetto a seguito della nostra segnalazione in merito alla Proposta di Deliberazione Popolare su #acquapubblica.
Abbiamo spiegato al Prefetto che la nostra protesta a seguito della violazione dei termini previsti dallo Statuto comunale non è un pretesto politico, quanto la volontà di stigmatizzare un comportamento ripetuto da parte di Progetto Sersale: abbiamo raccontato di come le nostre dichiarazioni non venissero verbalizzate (2014), di come i materiali per il bilancio non venissero messi a disposizione nei termini previsti (2015), di come le proposte di regolamento e su questioni concrete vengano puntualmente ignorate e, da ultimo, di come si irride alla partecipazione popolare – quando è diversa dalle folle plaudenti.
Un atteggiamento che rende poi gioco facile al Sindaco apostrofarci sulla stampa come “opposizione senza proposte, pregiudiziale, poco informata, pretestuosa” – cioè far sembrare che il nostro ruolo è ininfluente.

Abbiamo chiesto a Sua Eccellenza di ripristinare l’agibilità politica per l’opposizione, ovvero il rispetto delle elementari regole del gioco democratico, il rispetto delle prerogative consiliari: fare proposte, avere accesso puntuale agli atti e alle informazioni, utilizzare strumenti di legge per portare avanti le nostre battaglie.
Il Prefetto si è fatto garante di investire il Sindaco affinché si possa ritornare alla normale dialettica democratica per superare l’atteggiamento nervoso a cui tutti abbiamo assistito all’assemblea pubblica di Progetto Sersale: attacchi a testa bassa alla proposta popolare e all’opposizione senza poi permettere a nessuno di poter esprimere un concetto di critica.
La battaglia per l’acqua si è ormai trasformata in una battaglia di democrazia: abbiamo ribadito al Prefetto che diserteremo il consiglio finché non verrà sanato il pregiudizio arrecato dall’atteggiamento del Sindaco. La mancata discussione NEI TERMINI DI LEGGE della proposta popolare ha prodotto un triplice danno:
1. Suggerisce ai cittadini che è inutile partecipare, tanto decide uno solo;
2. Suggerisce ai cittadini che l’opposizione è inutile, perché tanto la maggioranza può far quel  che vuole;

3. Suggerisce ai cittadini che il consiglio comunale abbia il solo ruolo di ratificare le decisioni della Giunta.

 

Questo è lontano dalla nostra idea di partecipazione, di rappresentanza e di dialettica politica. E faremo di tutto per proteggere la democrazia locale da derive autoritarie.
#acquapubblica #nonunpassoindietro #stoppodestà

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